Il Catalogo Arte Moderna (CAM) o Catalogo dell’Arte Moderna, rappresenta da oltre sessant’anni un punto di riferimento imprescindibile per l’arte italiana del Novecento e contemporanea. Nato come strumento per orientarsi nel mercato artistico, il CAM ha evoluto il suo ruolo diventando una vera enciclopedia vivente degli artisti italiani, con migliaia di pagine dedicate a biografie, opere e quotazioni. In questo articolo, esploreremo la storia del CAM, le sue origini come Bolaffi, i numerosi artisti di spicco, le copertine celebri – da Lucio Fontana a Franz Borghese, passando per Giorgio de Chirico, Mario Schifano e Alfonso Borghi – le sezioni interne e il suo innegabile prestigio nel panorama culturale. Se stai cercando informazioni sul Catalogo Arte Moderna, sei nel posto giusto: scopriamo insieme perché è essenziale per collezionisti, galleristi e appassionati.La Storia del Catalogo Arte Moderna: Dalle Origini Bolaffi all’Evoluzione ContemporaneaIl Catalogo Arte Moderna affonda le radici nel 1962, quando l’editore torinese Giulio Bolaffi pubblica la prima edizione di un repertorio annuale dedicato al mercato dell’arte contemporanea. All’epoca noto come “Catalogo Nazionale Bolaffi d’Arte Moderna”, era concepito come uno strumento pratico per collezionisti e mercanti, con focus su quotazioni, biografie brevi e immagini di opere. Le prime edizioni, come il numero 8 del 1973 curato da Luigi Carluccio, riflettevano l’entusiasmo del boom economico italiano, promuovendo artisti emergenti e consolidati.Un turning point arriva nel 1980, quando Giorgio Mondadori subentra a Bolaffi, trasformando il CAM in un prodotto dell’Editoriale Giorgio Mondadori (oggi parte del gruppo Cairo Editore). Questo cambio editoriale porta a un ampliamento del contenuto: da semplice catalogo di mercato a pubblicazione enciclopedica. Oggi, con oltre 60 edizioni – l’ultima, il CAM 60 curato dalla storica dell’arte Elena Pontiggia – il Catalogo Arte Moderna conta più di 1.000 pagine, documentando l’evoluzione dell’arte italiana dal primo Novecento ad oggi. Presentazioni prestigiose, come quella del CAM 61 Venerdì 6 febbraio 2026, presso il M.A.C.I. Museo d’Arte Contemporanea di Imperia , sottolineano la sua continuità e rilevanza.La transizione da Bolaffi a Mondadori non è solo un cambio di nome: rappresenta il passaggio da un approccio commerciale a uno più culturale, con collaborazioni di critici d’arte e un’attenzione maggiore alla storicizzazione degli artisti.Gli Artisti di Spicco nel Catalogo Arte Moderna: Un Pantheon dell’Arte ItalianaIl Catalogo Arte Moderna è celebre per aver ospitato migliaia di artisti italiani di spicco, dal Futurismo al Realismo Magico, fino all’arte contemporanea. Con oltre 1.000 artisti per edizione, il CAM funge da archivio vivente, includendo maestri come Giorgio de Chirico, fondatore della Metafisica, le cui opere enigmatiche hanno influenzato generazioni; Franz Borghese, noto per le sue sculture ironiche e sociali; e Alfonso Borghi, con i suoi paesaggi onirici e astratti.Altri nomi illustri includono Carlo Carrà, Giorgio Morandi, Renato Guttuso e Floriano Bodini, spesso presenti con schede dettagliate su biografie, esposizioni e quotazioni di mercato. Il CAM non si limita ai grandi del passato: include anche artisti contemporanei come Luca Ripamonti, presente quest’anno per il quinto anno consecutivo. Questo mix tra storici e emergenti rende il Catalogo Arte Moderna uno strumento unico per tracciare l’evoluzione dell’arte italiana, dal primo Novecento – con figure come Emilio Malerba – fino alle tendenze attuali.






